VERSO UNA REGIONE OGM FREE

Il contributo che il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà ha dato affinchè il Friuli Venezia Giulia diventasse la prima regione OGM free in Italia è stato determinante.
Scopriamo le tappe di un percorso cominciato più di un anno fa:

FINE 2012
L’Unione Europea inoltra al Governo italiano la richiesta di una serie di informazioni sulle legislazioni nazionale e regionali in materia di OGM, evidenziando come un divieto che non si basi su precise linee di coesistenza fra coltivazioni convenzionali e coltivazioni OGM contrastasse con le norma UE

GIUGNO 2013
La Giunta regionale FVG approva in via preliminare una modifica alla legge regionale 5 del 2011 che riguarda la coesistenza tra colture tradizionali e organismi geneticamente modificati (OGM), introducendo di fatto misure più restrittive. Il provvedimento si pone l’obiettivo di evitare la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali, recendo una specifica raccomandazione della Commissione europea che tiene conto di fattori quali condizioni naturali, condizioni climatiche che influenzano l’attività degli impollinatori e la dispersione del polline attraverso l’aria, topografia, modelli produttivi, strutture aziendali e sistemi di rotazione delle colture e può prevedere l’esclusione della coltivazione di OGM. L’inosservanza delle nuove regole comporterà una sanzione amministrativa da un minimo di 5mila a un massimo di 50.000 euro. Il Corpo forestale regionale si occuperà di rimuovere le condizioni che determinano l’inosservanza della norma.

LUGLIO 2013
In assestamento di bilancio Il Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà suggerisce di evitare l’eliminazione del divieto di coltivazione OGM dalla legge regionale non del tutto convinto del fatto che tale obiettivo sia conseguibile unicamente stabilendo regole rigide sulla coesistenza.

AGOSTO 2013
Viene approvato il decreto interministeriale che vieta la coltivazione del mais Ogm Mon 810. Lo stop resterà in vigore fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002 che prevedono, tra l’altro l’adozione di norme per garantire la coesistenza tra varietà tradizionali, biotech e biologiche e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi.

SETTEMBRE 2013
Sinistra Ecologia Libertà FVG organizza a Udine il convegno “Torniamo ad essere speciali”. In tale occasione il consigliere Alessio Gratton ribadisce che la questione OGM non riguarda soltanto questioni ambientali e sanitarie, ma anche quelle di natura economica poiché l’agroalimentare rappresenta un asset strategico di sviluppo economico della regione ed è quindi necessario tutelare e valorizzare quelle che sono le culture tradizionali di questo territorio.
In tale occasione, il capogruppo di SEL in Consiglio regionale Giulio Lauri ha reso noto che il Gruppo consiliare di SEL ha già inviato all’Assessore Bolzonello, invitato ma impossibilitato a partecipare all’iniziativa, un promemoria sui presupposti giuridici che rendono possibile un’ordinanza contingibile ed urgente da parte della Regione. Ha inoltre assicurato che il Gruppo di SEL, che aveva già suggerito durante la discussione in sede di variazione di bilancio di evitare l’eliminazione del divieto di coltivazione OGM dalla legge regionale non del tutto convinto del fatto che tale obiettivo sia conseguibile unicamente stabilendo regole rigide sulla coesistenza, parteciperà con convinzione all’iniziativa prevista dalle associazioni della Task Force NO OGM il prossimo 4 ottobre a Pordenone per ribadire la necessità di intervenire subito e bloccare la diffusione degli OGM sul territorio regionale.

OTTOBRE 2013
Il Ministro dell’Agricoltura Orlando invia alla Presidente della Regione Serracchiani una lettera in cui chiede – allo scopo di assicurare una completa attuazione del divieto di coltivazione del mais Mon810 imposto dal decreto di luglio dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ove il mais geneticamente modificato in questione è coltivato – di conoscere con quali modalità la Regione intenda procedere, stante l’eventualità di dover anche dar seguito all’applicazione alle sanzioni previste e alla bonifica, al ripristino ambientale e al risarcimento, qualora sia accertato un effettivo danno ambientale.
Di seguito la risposta della presidente Serracchiani: «Oltre all’impossibilità di irrogare una sanzione, non vi è alcuna base normativa che renda legittimo un qualunque provvedimento amministrativo regionale finalizzato a distruggere le colture Ogm in atto, anche in considerazione del fatto che il decreto interministeriale del 10 agosto, in quanto rivolto alla tutela dell’ambiente, è di esclusiva competenza dello Stato».
Di danni accertati, invece, parla la senatrice di Sel, e capogruppo del Misto, Loredana De Petris, che evidenzia: «I campi di mais convenzionale in provincia di Pordenone limitrofi alle coltivazioni di mais Ogm Mon810 risultano già contaminati fino al 10% dal dna transgenico. È indispensabile un intervento di sequestro e messa in sicurezza dei raccolti prima che il danno divenga irreversibile». De Petris ha reso noti i dati, del Corpo Forestale dello Stato e dall’Istituto Zooprofilattico, sul livello di contaminazione riscontrato nelle coltivazioni di mais nell’area del Comune di Vivaro. «È un ulteriore conferma – dichiara la senatrice – della pericolosità dei semi modificati e del rischio che ne deriva per l’agricoltura».

Il 9 ottobre il presidente della II Commissione Consiliare Alessio Gratton invia una mail al Corpo Forestale Nazionale e Regionale per conoscere l’esito delle analisi effettuate sia sui campi dichiarati OGM sia su quelli limitrofi nonché, se disponibili, verbali ed altra documentazione utile.
La risposta arriva il 23 ottobre e si legge che “i prelievi di campioni di mais al fine di riscontrare eventuali contaminazioni nei campi limitrofi a quelli seminati con OGM sono stati fatti dal personale CFR su delega dell’Autorità giudiziaria e come tali sono soggetti alla tutela ed alla riservatezza degli atti d’indagine”. Per quanto concerne invece i rilievi sui campi seminati a OGM da parte dell’Az. Agr. Dalla Libera Silvano di Vivaro (PN), viene allegata la nota dell’ERSA del 24.09.2013 con i risultati delle analisi effettuate dalla stessa e da cui risulta la presenza di OGM.

Il 10 ottobre il Gruppo consiliare di SEL FVG chiede, all’indomani del botta e risposta tra il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e la Governatrice della Regione Debora Serracchiani, che si convochi immediatamente un tavolo Stato-Regione per risolvere in modo definitivo, chiaro e condiviso la questione OGM.
“Ci troviamo ormai da mesi in una situazione di stallo, dovuta all’assoluta mancanza di chiarezza e di evidenti lacune del testo normativo che ieri sono finalmente emerse, rivelando il conflitto di posizioni esistenti prima di tutto a livello governativo”.
“Da un lato – commentano i vendoliani – il Ministero dell’Ambiente che, nella lettera dell’On. Orlando, chiede alla Regione di applicare il decreto interministeriale dello scorso 10 agosto che vieta la coltivazione del mais Mon810 su tutto il territorio nazionale, dall’altro il Ministero dell’Agricoltura che, così come ribadito dalla Governatrice Serracchiani, rileva l’inapplicabilità del decreto stesso data la mancanza di sanzioni.
Da parte nostra – continua il gruppo consiliare di SEL – avevamo chiesto già nel Consiglio regionale di luglio un intervento più deciso da parte della Regione, affinché vietasse in modo perentorio la coltivazione degli OGM nella nostra Regione (coerentemente con quanto espresso dal decreto interministeriale), anche se questo sarebbe entrato in conflitto con la normativa Europea che prevede la coesistenza tra colture.
Peraltro l’UE, con questa scelta, sembra tradire i principi fondamentali che ispirano la PAC (la Politica Agricola Comune) ed il nostro agire politico: la necessità di garantire la sicurezza alimentare, di preservare il nostro spazio naturale e le sue preziose risorse, di incentivare l’adozione di pratiche colturali sostenibili e rispettose dell’ambiente, di tutelare la natura e salvaguardare la biodiversità.
Riteniamo che la Regione abbia sottovalutato il problema e che si sia già perso tempo prezioso: sabato, in provincia di Pordenone, ci sarà la prima trebbiatura in Italia di Mais Mon 810 ed è questa la prima sconfitta per una Regione che avrebbe potuto dimostrare più coraggio e determinatezza nel difendere, secondo il principio guida di precauzione, il proprio ambiente e la salute dei propri cittadini. Ora l’urgenza è porre subito rimedio ed impedire la contaminazione e la commercializzazione di quanto già coltivato per poi arrivare ad una tavolo di lavoro Governo-Regione.

NOVEMBRE 2013
Viene approvata la mozione di SEL FVG grazie a cui la Regione Friuli Venezia Giulia farà un chiaro passo avanti nella direzione dell’OGM free.
Con questo atto si impegna la Giunta ad emanare – nel più breve tempo possibile – un provvedimento che escluda la semina e l’utilizzo delle coltivazioni del mais transgenico MON e ad attuare, nell’ambito delle proprie competenze, l’attività necessaria al rispetto dell’obbligo di tracciabilità dei prodotti contenenti OGM.
“Vogliamo ribadire – commenta il Consigliere Gratton – i principi che sono alla base del nostro agire politico: la necessità di garantire la sicurezza alimentare, di preservare il nostro spazio naturale e le sue preziose risorse, di incentivare l’adozione di pratiche colturali sostenibili e rispettose dell’ambiente, di tutelare la natura e salvaguardare la biodiversità. Mettere a repentaglio le colture tradizionali e biologiche significa – aspetto non marginale vista la crisi che stiamo attraversando – creare un ingente danno alla filiera agroalimentare del Friuli Venezia Giulia e quindi alla nostra economia”.

L’8 – 9 – 10 novembre si tengono in Consiglio regionale le consultazioni per il regolamento di coesistenza con tutti i portatori di interesse (associazioni degli agricoltori e dei consumatori, associazioni ambientaliste, esperti delle Università e degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali, ARPA) per individuare, attraverso un approfondito confronto, le misure per evitare la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche. Il confronto sui contenuti si svilupperà in tre giornate, mercoledì 8, giovedì 9 e venerdì 10 gennaio, e sarà propedeutico alla approvazione in via preliminare del nuovo Regolamento, da notificare alla Commissione europea prima della definitiva emanazione.

GENNAIO 2014
Il Gruppo consiliare di SEL FVG propone la moratoria per vietare la coltivazione OGM in Friuli Venezia Giulia.
Giulio Lauri, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà e vicepresidente della Commissione Ambiente, ed Alessio Gratton, Presidente della Commissione Agricoltura dichiarano che la possibilità che le coltivazioni OGM coesistano con quelle tradizionali senza arrecare danni all’ambiente, oltre che alla salute e all’intera catena alimentare, è tutta da dimostrare. Noi continuiamo a pensare che dopo la presa di posizione del Governo nazionale sia un errore pericoloso varare un regolamento sulla coesistenza in Friuli Venezia Giulia e che si debba imporre a chi vuole violare la legge quantomeno una moratoria in attesa che lo Stato assuma una posizione definitiva. E tuttavia, se si intraprende questa strada, il Consiglio regionale non può esserne escluso. Su un tema così importante è necessario che un eventuale regolamento passi al vaglio delle Commissioni consiliari perché queste possano esercitare la loro funzione di indirizzo, che per noi deve essere il più restrittivo possibile”.

FEBBRAIO 2014
La Commissione Europea comunica di aver avviato una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per la questione Ogm. A finire sotto la lente dell’Ue sarebbe il divieto di coltivare, sul territorio nazionale, mais geneticamente modificato “Mon810”, imposto dal governo con il decreto firmato nel luglio 2013 dai ministri alle Politiche agricole, alla Salute e all’Ambiente.

MARZO 2014
Il Consiglio regionale approva il disegno di legge presentato dalla Giunta con cui si vieta la coltivazione di masi MON810 per 12 mesi in tutto il territorio regionale. La durata è funzionale al tempo necessario affinché l’Unione europea esamini la modifica che vieta le semina Ogm della legge regionale del 2011 e risponda, via ministero dello Sviluppo economico, anche chiedendo integrazioni o ritocchi.

APRILE 2014
– 400 agricoltori consegnano alla Regione una petizione pro Ogm.
– Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente.
– a Colloredo di Monte Albano Fidenato semina mais OGM su un terreno privato

GIUGNO 2014
– I Forestali avviano una procedura di controlli a tappeto nei campi della regione per verificare la presenza di MON810 e seguito dei quali a Fidenato viene comminata una multa di 40 mila euro.
– Viene approvato decreto legge n. 91 con cui si introduce il divieto di coltivazione degli Ogm in Italia

LUGLIO 2014
– La Regione ordina la rimozione delle coltivazioni con Mais transgenico e, attraverso il Corpo forestale, procede alla loro distruzione.
– La Giunta, su proposta della presidente Debora Serracchiani, si costituisce nel giudizio proposto al tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia dall’imprenditore agricolo e presidente di Futuragra

AGOSTO 2014
La Procura della Repubblica di Pordenone ha posto sotto sequestro i poderi di Fanna e di Vivaro che erano stati seminati utilizzando organismi geneticamente modificati.

SETTEMBRE 2014
– Nuova semina Ogm di Fidenato
– Campi seminati a mais Ogm: giudizio in sospeso al Riesame.

NOVEMBRE 2014
La Commissione Ambiente dell’Europarlamento approva il provvedimento che prevede la possibilità per i 28 Stati membri di limitare o bandire la coltivazione di Organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio anche se autorizzata a livello Ue.
Tra gli emendamenti approvati dall’Europarlamento si segnala l’ampia serie di fattori che possono risultare alla base della decisione del divieto da parte degli Stati che possono riguardare obiettivi di politica ambientale, degli impatti socioeconomici, dell’uso del suolo e dell’ordine pubblico.
Nel corso della procedura di autorizzazione di un Ogm ogni Stato potrà pretendere di adeguare la portata geografica del divieto di coltivazione senza, tuttavia, dover trattare con l’impresa multinazionale titolare del brevetto com’era previsto nella proposta iniziale. La richiesta dello Stato viene comunicata alla Commissione ed è automatica e questo significa il pieno recupero della sovranità allo Stato mentre, sulla base delle procedure europee in vigore, dovranno essere presi in considerazione anche effetti a lungo termine degli Ogm sulla salute umana e sull’ambiente, con un deciso rafforzamento del principio di precauzione.