“Con questo disegno di legge, che recepisce indicazioni dell’Amministrazione regionale maturate in sede di prima applicazione di alcuni provvedimenti regionali e richieste degli operatori economici finalizzate a semplificare alcuni procedimenti amministrativi, il Consiglio completa un lungo percorso di revisione della normativa in materia di ambiente, colmando dei vuoti che perduravano in alcuni casi anche da più legislature, e conseguendo così un duplice obiettivo di maggiore sviluppo economico e di migliore tutela dell’ambiente”
Lo ha dichiarato Giulio Lauri, vicepresidente della IV Commissione del Consiglio regionale e relatore del provvedimento per la maggioranza, intervenendo oggi in aula durante la discussione sul DDL 237 <<Norme urgenti in materia di ambiente e di energia>>, che riforma la legislazione vigente in materia di cave, difesa del suolo, scarico di acque reflue ed energia.
“Siamo particolarmente soddisfatti degli ulteriori correttivi e degli elementi di maggiore flessibilità introdotti nella normativa sulle attività estrattive, in particolare per la fase transitoria prevista prima dell’approvazione del PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) e per il recupero delle cave dismesse. Si tenga anche conto che nel frattempo la Giunta regionale ha finalmente ultimato e adottato il PRAE, su cui il FVG era inadempiente da decenni, e che quindi, se tutte le parti politiche agiranno responsabilmente, evitando di fare “saltare” il PRAE, a questo punto il regime transitorio dovrebbe durare ancora davvero poco tempo e si potrà andare finalmente a regime con la nuova legge di riforma delle attività estrattive approvata da questa maggioranza nel 2016. Con le modifiche approvate oggi, inoltre, si introducono norme specifiche di flessibilità che riguardano alcuni materiali ritenuti strategici per lo sviluppo economico regionale, come il marmorino o la pietra ornamentale, che spesso per le aree montane o interne o il Carso rappresenta una ricchezza e una delle poche risorse per lo sviluppo economico di quei territori.
Analogamente, per quanto riguarda la Difesa del suolo, con le modifiche introdotte si amplia il repertorio delle tipologie di dissesto censite nei catasti regionali arricchendo così ulteriormente il nuovo apparato preventivo costruito con la LR 11 del 2015 che permette ora alla Regione, contrariamente a quanto avveniva in passato, di programmare in modo ragionato gli interventi di prevenzione da fenomeni naturali con possibili conseguenze catastrofiche come alluvioni, frane e valanghe.
Fra gli altri, vanno segnalati infine ulteriori due interventi. Con il primo, le utilizzazioni di acque sotterranee da parte di immobili adibiti ad uffici o a modeste attività produttive o commerciali vengono equiparate a quelle ad uso domestico, determinando effetti di diminuzione dell’ammontare della tariffa. Con il secondo, il Consiglio regionale dà seguito ad una previsione già introdotta nel Piano di Tutela delle Acque, stanziando 50.000 euro per un concorso di idee finalizzato al recupero della naturalità del Lago di Cavazzo, soggetto alla pressione determinata dallo sfruttamento idroelettrico del suo immissario, e per la sua valorizzazione ambientale e turistica.
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