“Il fatto che nella città di Gorizia da mesi e mesi decine di esseri umani siano costretti a dormire mangiare e vivere all’aperto all’interno di una galleria dentro le viscere di una collina senza avere neanche la possibilità di farsi una doccia in un posto caldo è intollerabile e rappresenta una violazione di diritti umani elementari: se da mesi e mesi in modo totalmente irresponsabile due Sindaci come Romoli e Ziberna si mettono di traverso rispetto ad ogni ipotesi di soluzione anche temporanea dell’emergenza, il Governo attraverso la Prefettura ha il dovere di intervenire, perché è intollerabile che i principi generali dello Stato siano ostaggio del potere di veto di un Sindaco o di una forza politica”.
Lo hanno dichiarato oggi Giulio Lauri e Alessio Gratton, Consiglieri regionali di Sel/Fvg, commentando con favore le dichiarazioni del nuovo Prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello, che in una intervista rilasciata ieri ha individuato nella gestione del fenomeno dei richiedenti asilo il problema più importante da affrontare all’inizio del suo mandato a Gorizia.
“Auguriamo al nuovo Prefetto buon lavoro perché gli spetta un compito importante: quello di superare i veti di Sindaci che dicono di volere affrontare il problema ma fanno invece di tutto perché anziché venire risolto, venga semplicemente spostato altrove, venendo così meno anche ai propri compiti di autorità che devono garantire la salute pubblica; e quello di superare l’inerzia non tollerabile che ha caratterizzato l’azione di chi l’ha preceduto, che è sottostato ai veti della politica venendo meno ai propri doveri di garante di diritti costituzionalmente garantiti a tutti quali sono i diritti umani. Perché se è chiaro che la soluzione definitiva al problema dei richiedenti asilo che arrivano comunque nel nostro paese rimane quella dell’accoglienza diffusa, e che bisogna lavorare per fare crescere uno spirito di accoglienza da parte di tutte le nostre comunità, è anche chiaro che nel frattempo, almeno nelle città capoluogo – tutte – servono strutture polmone temporanee dove garantire nei primi giorni di permanenza nel nostro paese almeno il rispetto dei diritti più elementari come quello di mangiare e stazionare e dormire all’asciutto e al caldo e di disporre almeno di bagni e servizi igienici”.

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