“Avviamo subito un cantiere sul programma che coinvolga l’intero centrosinistra, quello che amministra la Regione e i Comuni e quello che anima tanta parte dell’impegno della società civile nella politica, nella cultura, nella solidarietà e per il lavoro e l’ambiente. E’ il modo più serio per fare un bilancio delle riforme e individuare le cose da cambiare e soprattutto le nuove sfide per la prossima legislatura, altrimenti le parole “continuità” e “discontinuità” restano slogan incomunicanti fra loro. Il candidato viene dopo.”
 
Lo ha dichiarato Giulio Lauri, consigliere di Sel per il FVG e promotore di Campo progressista in regione rivolgendosi alle forze politiche del centrosinistra, a cominciare dal PD e da MDP, nel commentare l’annuncio di Debora Serracchiani di non ricandidarsi a Presidente della Regione nel 2018 di ritorno da Roma dove ha partecipato a Diversa, l’evento organizzato da Giuliano Pisapia, insieme a Furio Honsell, Alessio Gratton e Federico Pirone.   
 
“Grazie a Debora Serracchiani per la determinazione con cui ha guidato la regione portandola verso l’uscita dalla crisi: abbiamo realizzato importanti riforme su cui i suoi predecessori avevano tentato senza riuscire e lo abbiamo fatto all’insegna del progresso e dell’allargamento dei diritti, e nel contempo abbiamo ottenuto risorse e attenzione da parte dello Stato centrale per il Friuli Venezia Giulia che andando indietro fino agli anni del terremoto non hanno precedenti. Giocoforza da oggi per il centrosinistra si apre una fase nuova e diversa: abbiamo il dovere di difendere i punti di avanzamento che abbiamo conquistato, la possibilità di individuare e correggere gli errori – e ce ne sono – e la grande opportunità di ricostruire una visione comune e positiva per il futuro della regione, e le sue nuove sfide, che restituisca fiducia a migliaia di elettori che anche in Friuli Venezia Giulia hanno smesso di andare a votare”.
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