Con questa legge individuiamo e tuteliamo tutti i 234 geositi riconosciuti fino a questo momento in Fvg e decidiamo le forme di valorizzazione

“Questa legge introduce nell’ordinamento regionale un catalogo di beni naturali, quei geositi di cui il nostro territorio è ricchissimo e li sottopone ad un progetto di tutela e valorizzazione; la tesi secondo cui con questa legge noi creeremmo le condizioni per deturpare l’ambiente naturale del FVG e i geositi non solo è falsa e pretestuosa: è semplicemente ridicola”. Lo afferma Giulio Lauri, capogruppo di Sel in Consiglio regionale e relatore di maggioranza dell’esame del disegno di legge n. 150 sulla tutela e sulla valorizzazione della geodiversità, del patrimonio geologico e speleologico e delle aree carsiche in discussione oggi in Aula, rispondendo così anche agli attacchi del consigliere Sergo del M5s. “Fin ad ora i geositi  – al di là di una evidenza scientifica – non avevano istituto giuridico in questa regione:  invece con questa legge non solo individuiamo e tuteliamo tutti i 234 geositi che sono riconosciuti fino a questo momento nella regione ma decidiamo le forme per valorizzarli creando anche le condizioni attraverso le quali  – qualora la realizzazione di un’ opera di interesse generale possa essere proposta in prossimità di un geosito -,  vengano valutati costi e benefici di quell’intervento, anche e soprattutto in relazione alla presenza di quei geositi elemento di cui fino ad oggi non si sarebbe tenuto conto”.

Una legge che aumenta il livello di tutela dell’ambiente: l’esatto opposto delle interpretazioni tendenziose ed irresponsabili date dal M5S”.

“Si tratta di un provvedimento importante, varato prima della stesura del Piano paesaggistico regionale, in modo da individuare un nuovo elenco di Beni culturali e ambientali che arricchiscano il patrimonio regionale soggetto a tutela e valorizzazione, utile per la pianificazione territoriale e che al tempo stesso sistematizza nella stessa cornice anche la tutela del patrimonio speleologico e la tutela di quello carsico”, ha continuato Lauri.

“Il nostro territorio si configura come la regione caratterizzata dal più elevato grado di biodiversità in Europa, e il dato dell’importanza geologica della nostra regione, attesta che dal 2007 ad oggi il Servizio geologico regionale e il Dipartimento di Scienze Geologiche, Ambientali e Marine dell’Università di Trieste hanno individuato sul nostro territorio ben 234 siti ad alta valenza geologica da tutelare e valorizzare, di cui 22 a valenza sovranazionale, 42 a valenza nazionale e 163 a valenza regionale”.

Questo gigantesco e prezioso compendio geologico, il più ricco d’Europa, non costituisce soltanto un naturale insieme di Beni comuni da tutelare e da tramandare per l’insieme di conoscenze sulla storia della Terra e del nostro territorio che riesce a custodire, ma, al pari di altri Beni culturali e ambientali, un importante patrimonio da valorizzare: ecco che allora un Geosito, se pubblicizzato, promosso e contestualizzato in un territorio, se messo in relazione con le attività agricole che vi si svolgono, fatto conoscere e spiegato in maniera adeguata, può diventare un formidabile attrattore per il turismo culturale e ambientale, e un Geoparco e le attività che si svolgono al suo interno una risorsa e un’occasione di sviluppo economico per l’intero territorio”.

“Il Carso triestino in primis, ma anche altri territori montani della regione, sono contesti ideali in cui queste opportunità potranno venire valutate da tutti gli Enti locali presenti sul territorio”.

“Un patrimonio censito e studiato grazie all’indispensabile impegno volontario degli speleologi grazie al cui operato possiamo disporre di un Catasto. A loro il compito di esplorare le cavità sotterranee e di restituire graficamente il rilievo, descriverlo, occupandosi della messa in sicurezza degli accessi, segnalando l’eventuale presenza di rifiuti abbandonati, validare i dati raccolti e compilare le schede del censimento. La scelta operata ora della collocazione del Catasto presso la Regione, introdotta dalla Giunta nel presente Disegno di legge, se è condivisibile nei termini della certificazione dell’ufficialità dei dati raccolti, presenta vari aspetti di problematicità legati al non inquadramento della figura dello Speleologo nell’Amministrazione regionale. Per questo motivo fra le modifiche apportate in Commissione e in aula c’è l’istituzione di un tavolo della speleologia regionale e la sistematizzazione dei finanziamenti al mondo speleologico. Inoltre, all’ interno della legge è ora prevista la proroga della Convenzione per la tenuta del Catasto fino all’emanazione del nuovo Regolamento. A questo proposito, è previsto non solo un periodo di transizione adeguatamente lungo per la formazione del personale preposto alla tenuta del Catasto, ma è anche affrontato con chiarezza il problema della validazione dei dati dei rilievi che talvolta necessitano, oltre che di competenze geologiche, anche di competenze ed esperienze specificatamente speleologiche non presenti all’ interno dell’Amministrazione regionale”. Una forma di collaborazione fra la regione e le associazioni speleologiche, seppur in forme diverse, non potrà che continuare”.

“Un’altra questione è quella della gestione di siti o parchi in cui convivono contemporaneamente peculiarità legate alla geodiversità e alla biodiversità: nel momento in cui anche i geositi diventano beni oggetto di tutela, è necessario contemperare con pari dignità sia le esigenze legate alla biodiversità che quelle legate alla geodiversità e con le modifiche introdotte oggi dall’Aula, anche questo da ora in poi sarà possibile” ha concluso Lauri.

 

 

Comunicati Stampa News