Questo approccio costruisce una cultura della trasparenza grazie al coinvolgimento e alla maggior corresponsabilità di tutti i soggetti coinvolti

Le buone pratiche di economia solidale diventano una proposta di legge, in Friuli Venezia Giulia. “L’anno scorso abbiamo depositato una pdl con oggetto analogo a firma del gruppo SEL in vista dell’evento di INES che si sarebbe svolto a Trieste. Questa bozza verrà contestualmente ritirata alla presentazione della nuova proposta, che ha visto una rielaborazione quest’anno a fronte del raggiungimento di un consenso più ampio: le firme infatti questa volta sono di Sel, Pd, Cittadini e M5S, afferma Alessio Gratton, consigliere di Sel, primo firmatario del Pdl, presidente della II commissione e quest’oggi relatore del convegno promosso nella Giornata dell’Economia Solidale (ES) Trentina.

L’ obiettivo che ci si propone”, continua, “ è quello di riconoscere e di costruire un sistema di governance  regionale di un movimento nuovo, in continua espansione e già attivo da alcuni anni nel resto d’Italia. Tale riconoscimento vuole essere dato attraverso un canale istituzionale di fattiva collaborazione tra i soggetti che sui territori praticano l’economia solidale e la Regione, anche attraverso gli Enti Locali”.

“Il paradigma dell’economia solidale si fonda sulla necessità di riavvicinare le comunità ai luoghi in cui vivono, sostenendo l’economia locale in un rapporto attivo con il territorio per ricondurre il prodotto al suo luogo d’origine, restituire centralità ai produttori e valorizzare la qualità dei loro prodotti, difendere il paesaggio e i beni comuni come componenti essenziali per la qualità della vita”.

“Ne derivano modelli relazionali di fiducia che, grazie alla conoscenza e alla cooperazione, favoriscono la ricostruzione e il consolidamento di relazioni socio-economiche di equità e reciprocità in un’ottica solidale al fine di riconoscere ai produttori e ai prestatori di servizi la giusta retribuzione per la propria attività e ai consumatori e agli utenti il diritto di essere informati correttamente sui prodotti e i servizi, sui processi di produzione, sulla formazione dei prezzi. Questo approccio favorisce il diffondersi di una cultura della trasparenza; di un maggiore coinvolgimento e di una maggiore corresponsabilità di tutti i soggetti economici e degli altri portatori d’interesse nelle sedi e nei momenti decisionali; di modelli di produzione eco-compatibili che promuovono una migliore qualità della vita e tutelano la salute delle comunità anche a beneficio delle generazioni future e di modelli di consumo critico, consapevole e responsabile”.

“Attraverso questa via è così possibile raggiungere importanti obiettivi di sostenibilità e caratterizzazione delle comunità – sia nel loro operare quotidiano che nella valorizzazione solidaristica delle proprie produzioni tipiche – sviluppando nel contempo nuove possibilità di auto-impiego”.

“Per la stesura di questo testo di legge è stato svolto un lungo percorso di ascolto ed elaborazione assieme ai rappresentanti del forum dei beni comuni, ai quali va il mio ringraziamento per la pazienza e la competenza dimostrate. La speranza è che la legge ora cominci l’iter in commissione e in consiglio nel più breve tempo possibile, in modo da diventare operativa entro l’anno e così dare le risposte attese agli operatori dell’economia solidale”, ha concluso Gratton.

 

 

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